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MILANO – Robert Lépage in Italia è sempre un evento. Chi si è imbattuto nei suoi spettacoli degli anni Novanta o nei suoi film visionari, ha probabilmente percepito come le potenzialità di cinema e teatro siano ancora passibili di nuovi confini, di forzature, di spostamento dei limiti. Ora Lépage si cimenta con la vita di Hans Christian Andersen, e non è un incontro casuale quello con lo scrittore danese, metafora umana di fiaba e solitudine.
In scena cinque personaggi, un solo attore, i consueti effetti speciali. Lo va ripetendo la critica da anni, che la tecnologia in Lépage non è mai fine a se stessa, accostando l'autore ora Bob Wilson, ora a Peter Greenaway. Ma le verità è persino più radicale: gli allestimenti del regista canadese sono riflessioni sul senso stesso della possibilità del teatro (e del cinema, e dell'arte visuale e delle installazioni), a partire dalla sua materia compositiva, che è un misto di tecnica e arte. Penso al film-manifesto della poetica Lépagiana, “Possible Worlds”, cubo narrativo in cui la possibilità dell'esistenza è elevata potenza. Il piano della narrazione (arte) e quello dell'esistenza (vita) si intersecano così anche questa volta, con una quantità di rimandi capaci di aprire uno squarcio sulla voragine che cela il quotidiano.
Ne deriva un lavoro ispirato a due racconti tra i meno noti del celebre scrittore per l’infanzia, “La driade” e “L’ombra”, contenuto all'interno del quale la fantasia di Lépage ha ampio margine di manovra. Si tratta di un lungo monologo che racconta la storia di Frédéric Lapointe, canadese del Québec (come il regista, guarda un po'), scrittore di testi per canzoni, che si reca a Parigi per la commissione di un libretto d'opera sulla vita di Andersen. Ma Frédéric è albino come Andersen, come lui ha difficoltà nei rapporti con le donne... l'identità “dell'autore nell'autore” va in frantumi, mentre a Parigi si prepara l’Expo Universelle del 1867 e inizia la lunga fine di un'epoca storica.



Paolo Bignamini
(da Il Sole 24 Ore.com)

The Andersen Project, 
scritto e diretto da Robert Lépage
con Yves Jacques
Info: www.piccoloteatro.org
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* Contatti: info@spectacle.it - Spectacle Magazine di Cultura francese in Italia Direttore responsabile: Paolo Bignamini Reg. Trib. di Milano n 745 del 28/10/1998